Una tesi sul rapporto tra mura e centri storici italiani si aggiudica il 5° Premio di Studio Andreasi per l’Architettura

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La prestigiosa location di Villa Cordellina Lombardi e l’altrettanto prestigiosa presenza del noto architetto altoatesino Werner Tscholl hanno fatto ieri pomeriggio da cornice alla cerimonia di premiazione dei vincitori del 5°  Premio di Studio Luca Andreasi per tesi di laurea in architettura e tutela del paesaggio, evento promosso dalla madre di Luca Attilia Nalin Andreasi, dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Vicenza in collaborazione con l’Associazione Abaco Architettura e con il patrocinio della Città di Montecchio Maggiore e della Provincia di Vicenza.

L’evento, ospitato nel salone principale della villa gremito di pubblico, è stato aperto dagli interventi del Sindaco Milena Cecchetto, di Attilia Nalin Andreasi, di Manuela Pelloso del Consiglio direttivo dell’Ordine degli Architetti di Vicenza e del Past President del medesimo Ordine Giuseppe Pilla.

Pilla-Pelloso-NalinAndreasi-Cecchetto

“Da questo premio – ha detto il sindaco Milena Cecchetto – nasce l’architettura del futuro, scaturiscono le nuove linee guida per la tutela del nostro paesaggio, emergono i giovani talenti chiamati a dare il loro contributo per la pianificazione del territorio. Il premio Luca Andreasi per l’architettura è un incubatore di idee, a servizio della collettività. Edizione dopo edizione abbiamo assistito a lavori veramente interessanti, ne abbiamo colto gli aspetti innovativi che poi sono stati divulgati. Tutto questo grazie soprattutto alla passione e alla tenacia della signora Attilia, nel ricordo del figlio Luca, e dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori di Vicenza in collaborazione con l’Associazione Abaco Architettura”. 

Il primo premio è stato assegnato ad Alberto Bertollo e Giacomo Savegnago, coautori della tesi “MURA, limiti fisici e mentali dei Centri Storici italiani” (Istituto Universitario di Architettura di Venezia – Dipartimento di Architettura e Cultura del Progetto – A.A. 2015/2016) con questa motivazione:

Il tema della tesi offre lo spunto per analizzare ed approfondire tematiche di notevole spessore culturale e di grande originalità. Le Mura della città storica consentono di capire i limiti fisici e mentali dei nostri centri storici. Con la trasformazione in mura inservienti dal punto di vista strategico, le stesse vengono viste come un ostacolo materiale all’evoluzione della città. Dall’analisi effettuata emerge un numero considerevole, in Italia, di città fortificate, ben 1132 centri storici perimetrati da mura, e risalta anche l’importanza delle mura come cuore antico della città contemporanea. come testimonianza di cultura materiale, come risorsa dell’economia urbana. Si rileva una forte trasversalità di contenuti (architettonici/sociali/storico-filosofici/economici). Il quadro socio-culturale che ne emerge evidenzia l’attuale mancanza di un progetto di sviluppo della città che stabilisca un nuovo limite in grado di proteggere il centro storico, ma anche di cucire lo stesso con le nuove realtà urbane. L’analisi mette in luce il pessimo stato di conservazione dei resti murari, organizzandoli in categorie in base alla loro grandezza, per andare ad individuare i diversi casi d’intervento progettuale. Il linguaggio rileva un’architettura curata nel dettaglio ed attenta, dando una risposta essenziale e rispettosa, senza occupare nuovamente lo spazio lasciato libero dalle mura. Il modello proposto viene ritenuto di grande interesse ed attuabile in molti dei nostri contesti cittadini.

Il 2° premio è stato assegnato a Valeria Pesavento, per la tesi “Re-Cycle Social housing. Ina Casa Corso Buonarrotti a Trento” (Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Meccanica – Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Edile – Architettura – A.A.2013/2014) con la seguente motivazione:

Grande attualità del tema che si colloca nel filone della rigenerazione urbana, opportunità irrinunciabile della città contemporanea. L’occasione di approfondimento è data dal progetto di riciclo per un quartiere lna Casa a Trento che diventa occasione per rigenerare la parte di città in cui si colloca, instaurando nuove relazioni con il contesto e conferendo nuova qualità all’abitare. Il quartiere di Corso Buonarroti, ultimato negli anni Cinquanta, intende trasformare le criticità esistenti in opportunità di rigenerazione, conferendo nuova qualità all’abitare e ponendosi come dispositivo di una strategia ripetibile, flessibile e adattabile anche agli altri quartieri di edilizia sociale. Lo svolgimento della tesi presenta una completezza dall’analisi alle soluzioni progettuali ed il linguaggio architettonico utilizzato dimostra una certa qualità ben integrata nel contesto evitando prevaricazioni.

Menzione speciale, infine, per Fabio Dante con la tesi “Oltre il capannone. Metamorfosi dei paesaggi della piccola e media industria Il caso studio: Saccolongo, Padova” (Istituto Universitario di Architettura di Venezia – Dipartimento di Progettazione e Pianificazione in ambienti complessi – A.A. 2015/2016), con la seguente motivazione:

Affrontando il tema del riciclo delle costruzioni artigianali-industriali la tesi analizza la crisi della piccola-media industria che ha generato un proliferare di capannoni; strutture edilizie spesso anonime, incapaci di interpretare le specificità dei diversi contesti territoriali e di proporre assetti tipologici innovativi. L’emergenza del tema è evidente soprattutto nel nord-est industrializzato e risulta urgente, in molti casi, pensare ad un modello per la riconversione di queste realtà di forte impatto. Le soluzioni progettuali, pur valide, risultano limitate da un approccio più accademico-teorico che pratico dovuto alla scarsa consistenza della zona industriale di Saccolongo oggetto dello studio.

La cerimonia di premiazione è stata seguita  dall’intervento del noto architetto Werner Tscholl (Bolzano) che ha dialogato su “Architettura e giovani architetti” con i vincitori delle precedenti edizioni: Dino Orsato (2009), Anna Bertinato (2011), Alice Liani (2013) e Federico Bertolo (2015). L’incontro è stato moderato dall’architetto Alberto Vignolo (Verona).

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