Nominato il nuovo CdA dell’Ipab “La Pieve”: Alessandro Testolin è il Presidente

Il sindaco Gianfranco Trapula ha nominato il nuovo Consiglio di Amministrazione incaricato di guidare l’Ipab “La Pieve” – Servizi assistenziali  per il prossimo quinquennio (2021-2026).

Si tratta di  Sandra Antonini, Clara Larigno, Agostino Pilati,  Ennio Rancan e Alessandro Testolin.  Nella prima riunione del Consiglio di Amministrazione sono stati eletti il Presidente Alessandro Testolin e la Vicepresidente Clara Larigno.  “Ringrazio il CdA uscente per aver gestito al meglio la struttura in questi anni – afferma il sindaco Trapula – e soprattutto per aver accettato la proroga di un anno dell’incarico, proposta l’anno scorso allo scoppio della pandemia per garantire quella continuità necessaria ad affrontarla. Ringrazio in particolare il Presidente uscente Graziano Meneghini, che ha guidato l’Ipab per 11 anni con grande professionalità e visione strategica per il futuro. Auguro un buon lavoro al nuovo CdA, composto da persone con profili altrettanto professionali e competenti. Gli obiettivi da raggiungere sono sempre molti, con il fine ultimo di assicurare i migliori servizi agli anziani ospiti della struttura”.

Confermato alla Presidenza un esponente del mondo medico e sanitario. Al direttore della Breast Unit di Montecchio Maggiore, il dott. Graziano Meneghini, succede, infatti, il dott. Alessandro Testolin, direttore della radioterapia presso una casa di cura di Abano Terme.

“Il primo obiettivo – spiega il neopresidente Alessandro Testolin – è condurre ‘La Pieve’ fuori da questo periodo terribile per tutti. Occorre poi ragionare sul futuro dell’assistenza agli anziani non autosufficienti, in base alle politiche regionali e nazionali che saranno assunte, in modo da assicurare loro un fine vita sempre più dignitoso. Non da ultimo, vogliamo coltivare il progetto di completare la trasformazione dell’Ipab in un vero e proprio centro servizi per anziani”.

“In questi 11 anni – sottolinea il presidente uscente, Graziano Meneghini – ho visto l’evoluzione di queste strutture, da case di riposo a centri di geriatria di lungodegenza. Sono diventate un elemento fondamentale di sostegno per le famiglie. In questo contesto, ci siamo aperti al territorio con i servizi domiciliari, la pronta accoglienza, il centro diurno e l’ospedale di comunità, grazie anche alla partecipazione del mondo del volontariato, della scuola e alla partnership con le università per la promozione dei tirocinanti. Fondamentale, poi, è stata la collaborazione con l’Ulss 8, il Comune, i medici, il personale e i famigliari: tutti indispensabili per una presa in carico della complessità dei cittadini anziani. Il Covid ha purtroppo rivoluzionato tutto: non più apertura al territorio, non più visite dei famigliari, per proteggere gli ospiti da questo virus mortale. Spero che questo vaccino, che abbiamo già somministrato agli ospiti, possa far tornare presto alla normalità, per garantire la qualità della vita ad una popolazione che diventa sempre più anziana”.

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