Eventi commemorativi online (e non solo) per la Giornata della Memoria e il Giorno del Ricordo

Nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, la Città di Montecchio Maggiore non intende rinunciare alla commemorazione di due giornate dall’alto valore storico: la Giornata della Memoria del 27 gennaio e il Giorno del Ricordo del 10 febbraio.

Lo farà attraverso due spettacoli teatrali online proposti dalla compagnia teatrale professionale “Teatro Bresci” di Cittadella, che saranno trasmessi nelle due giornate, dalle 20,30 alle 24, sulla pagina Facebook di Montecchio Maggiore Eventi e tramite link disponibile negli stessi orati sul sito http://www.comune.montecchio-maggiore.vi.it. I video dei due spettacoli saranno inoltre messi a disposizione delle scuole secondarie di primo grado di Montecchio Maggiore, affinché possano essere visti dai ragazzi di terza media.

LA GIORNATA DELLA MEMORIA.

Lo spettacolo del 27 gennaio si intitola “Questo è stato. Voci sulla Shoah”, di e con Anna Tringali e Giacomo Rossetto.

Questa mise-en-espace, nata per celebrare la Giornata della Memoria, non è un semplice reading. È un modo per ricordare l’abominio della Shoah, non solo attraverso le parole delle vittime, ma anche attraverso quelle dei carnefici. La scena è praticamente vuota. A riempirla, due sedie, due leggii. I cambi di costume da parte degli attori ci riportano a quegli anni di orrore. Ma sono soprattutto le testimonianze a rendere vivo il ricordo di quel tempo. Goebbels e Mengele espongono le loro aberranti teorie, mentre Primo Levi, Elisa Springer, Nedo Fiano, Settimia Spizzichino raccontano della vita, se così si può chiamare, all’interno dei lager nazisti. A chiudere il tutto è “Se questo è un uomo”, la poesia di Primo Levi, a ricordarci che “questo è stato”. Musica e proiezioni di immagini e filmati, faranno non solo da cornice al momento recitativo, ma saranno elementi cardine dello spettacolo.

Il Comune, inoltre, patrocina l’evento online su piattaforma Zoom promosso il 28 gennaio alle 20,30 dalla sezione montecchiana dell’ANPI e intitolato “Luigi (Gino) Massignan: un testimone montecchiano, un uomo giusto”. Dedicato alla figura dello psichiatra e partigiano montecchiano sopravvissuto al campo di concentramento di Mauthausen e recentemente scomparso, l’evento online prevede gli interventi del prof. Luciano Chilese (storico della Resistenza), del prof. Michele Santuliana (presidente ANPI Montecchio Maggiore), della figlia maggiore di Luigi Massignan, Maria, e della prof.ssa Antonella Sperotto, dirigente dell’ISS “Silvio Ceccato”. Per partecipare è necessario scrivere all’indirizzo email anpi.montecchio.vi@gmail.com.

IL GIORNO DEL RICORDO.

Lo spettacolo del 10 febbraio si intitola “Foibe. Il ricordo”, sempre di e con Anna Tringali e Giacomo Rossetto.

“A più di settant’anni dalla morte del mio povero padre, ogni 2 novembre io vado a posare un fore sulla tomba di uno sconosciuto, perché non so in quale foiba siano stati buttati i suoi resti”. (Piero Tarticchio).

La foiba di Basovizza è diventata simbolo di un eccidio a lungo dimenticato. È da qui che parte il nostro racconto della tragedia di quegli italiani che a migliaia finirono gettati nelle tante grotte carsiche, uccisi così, barbaramente, negli anni che conclusero e seguirono la Seconda Guerra Mondiale. E a questa vicenda terribile si aggiunse quella di tanti altri connazionali, circa 250.000, protagonisti di un doloroso esodo dall’Istria e dalla Dalmazia, verso l’Italia: esuli in patria. Tra eventi storici e testimonianze, “Foibe. Il ricordo” vuole essere un cammino alla riscoperta di una pagina del nostro recente passato che merita memoria. Il 10 febbraio 2007, dopo una serie di lavori di recupero e di restauro dell’area, a Basovizza è stato ufficialmente inaugurato il nuovo Sacrario in onore dei martiri delle foibe. Il 10 febbraio ricorre il Giorno del Ricordo.

Il occasione del Giorno del Ricordo, inoltre, in accordo con l’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia sezione di Vicenza, si svolgerà un momento di commemorazione presso il Monumento in via Martiri delle Foibe, con deposizione di una corona in presenza delle autorità, nei limiti consentiti dalle disposizioni relative all’emergenza epidemiologica in corso.

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