Un libro e un’escursione per scoprire le storie di sabionari e di saldame a Sant’Urbano

L’assessorato alla cultura della Città di Montecchio Maggiore, il Sistema Museale Agno Chiampo e il Club Speleologico Proteo di Vicenza propongono due appuntamenti pubblici per scoprire le storie di sabionari e di saldame nella frazione collinare di Sant’Urbano.

Sabato 26 settembre alle 17, all’agriturismo “La Costalta” (Cattani) a Sant’Urbano, è in programma la presentazione del libro intitolato appunto “Storie di sabionari e di saldame nella frazione collinare di Sant’Urbano”, scritto da Paolo Mietto (già docente dell’Università degli Studi di Padova, Geoscienze) e Claudio Beschin (geologo e Consigliere comunale delegato alla valorizzazione del Museo Zannato).

Oltre agli autori, interveranno gli esperti del Museo e del Club Speleologico Proteo di Vicenza, accompagnati da una dimostrazione di pulizia dei rami con l’uso del “sabbione”.

Domenica 27 settembre alle 9.30, invece, sempre dall’Agriturismo “La Costalta” partirà un’escursione guidata a sui luoghi delle Sabbionare, con rientro previsto alle 12 circa.

Gli eventi sono a partecipazione libera nel rispetto della vigente normativa anti-Covid e, in caso di maltempo, saranno rinviati con gli stessi orari e modalità a sabato 3 e domenica 4 ottobre.

Ma da cose nasce questa doppia iniziativa? Nasce dalla volontà di parlare della povertà, della lotta per la sopravvivenza che erano il pane quotidiano della nostra gente di collina fino a pochi decenni fa. Pare impensabile, oggi, che qualcuno possa passare intere giornate rannicchiato in un angusto buco sottoterra, a scalpellare faticosamente delle pietre per ricavarne, alla fine della giornata, poche manciate di sabbia.

Eppure, per secoli, questa fu una delle attività che consentirono ai nostri antenati di tirare avanti, di nutrire una famiglia, di creare un piccolo ma prezioso flusso di scambio di beni e di denaro.

Quella sabbia, che si trovava solo qui nelle nostre colline, aveva un mercato, era richiesta da molti perché riusciva a pulire meglio di qualsiasi altro detergente le stoviglie di rame.

E così si partiva, dalle colline castellane, con un carretto carico di sacchi, a vendere misurini di sabbia alle massaie. C’era perfino l’embrione di una vera e propria organizzazione commerciale, un accordo fra i produttori, che si di­videvano le zone in modo che nessuno intralciasse nessun altro. Una rete distributiva che, dai comuni limitrofi, si estendeva fino a Vicenza.

Non si può che rimanere ammirati di fronte all’intelligenza di chi si inventò un’attività così poco tradizionale, forse unica, alla tenacia di chi si sottopose alle fatiche dell’estrazione, all’abilità di chi riuscì, in quei tempi di po­vertà, a trarne un profitto magari piccolo, ma che spesso faceva la differenza fra farcela e non farcela.

Il libro di Mietto e Beschin getta luce su questo mondo scomparso, ripercorrendolo con interviste agli anziani sabionari. Questo il lato umano e storico del libro, a cui si aggiunge il contributo, notevolissimo, che le ricerche qui raccolte portano alla conoscenza del nostro territorio.

Il Gruppo Speleologico “Proteo”, che ha collaborato andando in esplorazione nei luoghi di prelievo della sabbia, ha scoperto l’esistenza di una rete di percorsi sotterranei ben più estesa di quanto si pensasse. Qui gli esploratori hanno incontrato una bizzarra varietà faunistica, fra cui insetti ciechi, o dotati di ali non adatte al volo, e altre strane creature. Tutto è stato sistematicamente registrato e riportato, aggiungendo un valore scientifico al già importante valore storico e umano dell’opera.

Per info: www.museozannato.it, museo@comune.montecchio-maggiore.vi.it, 0444 492565.

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