Un libro descrive i granchi fossili del “tufo a lophoranina” nella Valle del Chiampo

granchifossili

Sabato 24 settembre alle 17, in Sala Civica Corte delle Filande, sarà presentato il libro Crostacei decapodi del “tufo a lophoranina” (Luteziano inferiore) della Valle del Chiampo (Vicenza – Italia nordorientale), a cura di Claudio Beschin, Antonio De Angeli, Andrea Checchi e Giannino Zarantonello.

Il libro è il frutto della collaborazione tra Città di Montecchio Maggiore, Museo “G. Zannato”, Associazione Amici del Museo e Sistema Museale Agno – Chiampo e gode del patrocinio della Regione del Veneto.

Presentazione del libro:

Le cave della Valle del Chiampo furono utilizzate fin dall’epoca romana per l’estrazione di calcari duri e compatti (i cosiddetti “marmi del Chiampo”). Grazie alle buone caratteristiche meccaniche di tali calcari, stimati architetti se ne servirono per costruire palazzi, chiese e mo­numenti in tutto il nostro territorio.

Poco noti al grande pubblico, invece, sono i livelli fossiliferi intercalati alle bianche ban­cate calcaree. Uno di questi livelli, di colore verdastro per la presenza di minerali di origine vulcanica, è il cosiddetto “tufo a Lophoranina”, databile all’Eocene medio, circa 48 milioni di anni fa.

Illustri paleontologi, fin dal 1800, ne hanno studiato il contenuto fossilifero. In particolare, le cave hanno restituito pregevolissimi esemplari di granchi fossili.

Questo lavoro fa una sintesi delle conoscenze sulla fauna a granchi del livello fossilifero, integrandola con numerosi dati inediti. La pubblicazione è dunque espressione della ricerca svolta dagli Autori da più di 30 anni, in collaborazione con il Museo Civico “G. Zannato” di Montecchio Maggiore, l’Associazione Amici del Museo Zannato e in piena sintonia con la Soprintendenza Archeologia del Veneto. La ricerca, assieme alla conservazione e alla didat­tica, è uno dei pilastri sui quali si basa un Museo. Grazie ad essa è stato possibile allestire la preziosa sala dei granchi del Veneto, costituire una collezione di crostacei fossili di più di 2000 esemplari unica in Europa e pubblicare numerosi articoli e monografie apprezzate sia a livello italiano che internazionale.

I reperti studiati in questo libro sono tutti depositati presso Musei veneti: il Museo Zan­nato, il Museo di Storia Naturale di Venezia, il Centro Studi per il Priaboniano di Priabona e Museo Civico “D. Dal Lago” di Valdagno. Questo è indicativo dell’importanza dei Musei nel conservare e valorizzare i beni culturali locali, patrimonio della comunità e della collettività.

Il libro è composto da una parte introduttiva e da una parte di paleontologia sistematica. La parte introduttiva mostra una panoramica del livello a Lophoranina – caratterizzato da un’ottima conservazione e da un’alta paleobiodiversità – e dei calcari eocenici sia dal punto di vista storico che da quello paleontologico.

La parte sistematica sui crostacei è molto dettagliata e le figure (disegni originali e foto­grafie di reperti) di ottima qualità. Le minuziose descrizioni e le splendide illustrazioni sono permeate dal rigore scientifico che contraddistingue gli Autori. Vengono descritti in totale 57 taxa, di cui 3 generi e 19 specie nuovi per la Scienza.

La Città di Montecchio Maggiore ne ha finanziato la pubblicazione e la Regione Veneto ne ha dato il patrocinio.

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