Questione profughi, l’Amministrazione comunale ribadisce: “No a nuovi accoglimenti, Montecchio Maggiore non vuole profughi”

municipio

L’Amministrazione comunale di Montecchio Maggiore, dopo l’incontro di mercoledì con il Prefetto di Vicenza Eugenio Soldà sulla questione profughi, ribadisce e approfondisce la propria posizione.

Il vicesindaco Gianluca Peripoli, che ha partecipato all’incontro in rappresentanza dell’Amministrazione, ribadisce quanto espresso davanti al Prefetto e agli altri sindaci, ossia che “Montecchio Maggiore non è disposta ad accogliere profughi, ma è a disposizione per riunioni e confronti come quello di ieri, nei quali dimostrare che esiste un’ospitalità sommersa. Su questo sono stato molto chiaro. Le presenze certificate dalla Prefettura non sono in linea con quelle della realtà e per questo ho sottolineato che siamo molto preoccupati, perché la situazione è di fatto fuori controllo.  Ho ribadito che il sistema di accoglienza è un fallimento e che bisogna ripensarlo, perché scarica tutto sui Comuni. Quindi, ribadisco, no ad accoglimenti”.

Sulla questione profughi interviene anche il sindaco Milena Cecchetto:

“Abbiamo già denunciato pubblicamente il business delle cooperative, sanzionandone una che a Montecchio Maggiore non aveva rispettato le modalità previste dalla legge di segnalazione di alcuni stranieri ospitati in alcuni appartamenti ad Alte e inviando una segnalazione in Procura. Abbiamo fatto di più, perché non abbiamo smesso di verificare nel dettaglio con la Polizia Locale la presenza in città di richiedenti asilo. È emerso appunto che quelli noti alla Prefettura sono 13, ma che ce ne sono altri 11 ospitati in varie strutture o in abitazioni private, 4 in carico ad una cooperativa con sede a Padova ma ospitati in un locale a Montecchio, 30 stranieri dei quali non è possibile individuare lo status ma che per provenienza, età ed altre caratteristiche presumibilmente sono richiedenti asilo e un numero imprecisato (dai 15 ai 20) di richiedenti asilo ospitati presso connazionali e/o amici che non comunicano nelle forme dovute la presenza di questi stranieri. In città i richiedenti asilo sono quindi almeno 28, più del doppio del dato ufficiale in possesso alla Prefettura, che non coordinandosi con forze dell’ordine e altre Prefetture anche di fuori Regione non è in grado di quantificare effettivamente il numero di pseudo-profughi in provincia di Vicenza”.

“E poi – prosegue il sindaco – c’è la questione che proprio non accettiamo dell’iscrizione anagrafica di questi clandestini, perché è così che vanno definiti in attesa che eventualmente venga riconosciuto il loro status di rifugiati. Con l’iscrizione anagrafica riceveranno una carta d’identità valida 10 anni, alla pari di tutti gli altri residenti. Lo Stato dà a queste persone dei diritti senza prima accertarsi se siano realmente rifugiati, mettendo a carico dei cittadini montecchiani spese sociali e sanitarie”.

“Se infine è vero – conclude il sindaco – che un immigrato su tre non ha lo status di rifugiato, questo Governo si sta addossando una grossa responsabilità, ossia la creazione di un esercito di falsi profughi che non hanno però lo stesso trattamento, ad esempio, dei falsi invalidi. Le verifiche vanno fatte prima che arrivino in Italia e i clandestini vanno rimpatriati, altrimenti non si può parlare di accoglienza ma di invasione e di favoreggiamento dell’illegalità”.

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