I volontari montecchiani in Friuli per i 40 anni del terremoto che lo sconvolse

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Un’amicizia lunga 40 anni, nata da un evento tragico e consolidatasi negli anni nel segno della solidarietà. È quella che lega Montecchio Maggiore a Maniaglia (frazione di Gemona) e Mels (frazione di Colloredo di Monte Albano), località friulane devastate dal sisma del 6 maggio 1976.

Nel 40° anniversario di quel terribile terremoto una delegazione montecchiana, guidata dall’assessore alla Protezione Civile Loris Crocco e dal presidente del Comitato Volontario Protezione Civile Massimo Chiarello, parteciperà alle commemorazioni in programma da domani a domenica nelle due località. L’invito è giunto direttamente dalle due comunità friulane, con le quali in questi 40 anni il legame non si è mai spezzato.

Allora la Protezione Civile non esisteva ancora e dunque nemmeno il Comitato castellano. Fu quindi un moto spontaneo di volontariato, supportato dal Comune, dalle parrocchie e da ditte private, a determinare l’impegno di decine di montecchiani nelle due borgate distrutte dal sisma.

Intervenne anche il personale specializzato del Comune, che con l’aiuto dei volontari realizzò un acquedotto della lunghezza di due chilometri per portare l’acqua a Maniaglia e a Gemona prelevandola da una sorgente sul monte Quarnan e si occupò della costruzione di allacciamenti alle singole baracche, alle cucine e alle docce della tendopoli. Le spese per l’acquisto dei materiali ammontarono, in quell’occasione, a quasi 3 milioni e 200 mila lire. Il Comune partecipò con uno stanziamento di 2 milioni di lire, cui si aggiunsero 2 milioni e 200 mila lire ricavati da una sottoscrizione pubblica promossa dal Consiglio comunale.

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“Il grande cuore dei montecchiani – afferma il sindaco Milena Cecchetto – si palesò subito in quell’occasione. Una lunga tradizione di volontariato che oggi fa rima con grande competenza ed esperienza acquisite negli anni. Da allora i nostri volontari sono sempre stati presenti in tutte le situazioni di emergenza nate in Italia”.

“Quell’esperienza – commenta l’assessore Loris Crocco – fu determinante per il percorso che molti anni dopo avrebbe portato alla nascita del Dipartimento Nazionale di Protezione Civile. I volontari montecchiani furono i pionieri di questo percorso, che nella nostra città ha portato alla costituzione di un Comitato di altissimo livello, punto di riferimento a livello provinciale e regionale”.

“Non solo abbiamo conservato in tutti questi anni un profondo sentimento di amicizia con i friulani – sottolinea il presidente Massimo Chiarello – ma loro stessi hanno voluto in qualche modo ricambiare l’aiuto ricevuto, unendosi a noi nelle operazioni di soccorso in occasione del terremoto dell’Irpinia del 1980”.

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