La scure dei tagli statali sul bilancio comunale 2015, ma il Comune salva i servizi

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Dal 2011 al 2015 quasi 11 milioni di euro di tagli da parte dello Stato al Comune di Montecchio Maggiore. E, solo nel 2015, il Comune di Montecchio Maggiore si trova nella condizione di dover far fronte ad un ulteriore taglio dei trasferimenti statali di circa 457.000 euro, attuato con la riduzione del Fondo di Solidarietà Comunale: una cifra provvisoria, perché l’entità finale non è ancora stata resa nota dal Governo e potrebbe aumentare ulteriormente, costringendo il Comune a mettere nuovamente mano al bilancio. Tagli che pesano come macigni sul bilancio di previsione 2015, approvato dalla Giunta comunale e dal Consiglio comunale del 14 aprile.

“Di fronte a questi numeri che tratteggiano uno Stato centrale sempre più predatorio – afferma il sindaco Milena Cecchetto – i Comuni, ormai dissanguati, per far quadrare i conti sono costretti a scegliere tra il taglio dei servizi e l’aumento delle tasse locali e quindi tra la soppressione di servizi essenziali quali la mensa e il trasporto scolastico, i servizi sociali, gli eventi culturali e lo sport e azioni mirate sulla leva fiscale. Per non compromettere il tessuto sociale e avendo negli ultimi 5 anni tagliato tutte le altre spese, noi abbiamo scelto questa seconda strada, ma con importanti azioni a tutela delle famiglie meno abbienti e delle imprese. Renzi, illustrando il Def, ha sbandierato il fatto che non sono previsti aumenti delle tasse, ma ha taciuto i continui tagli dello Stato, che comunque equivalgono ad una sottrazione di denaro dalle tasche dei cittadini! Un esempio: solo nel 2013 i Montecchiani hanno versato a Roma quasi 65 milioni di euro di Irpef e Roma, tramite il Fondo di Solidarietà Comunale, ha restituito solo 2,3 milioni di euro”.

“A livello normativo il bilancio comunale è diventato una giungla – sottolinea l’assessore al bilancio Loris Crocco -. Lo stesso presidente dell’ANCI Fassino si è lamentato del fatto che le regole dei bilanci sono cambiate 64 volte dal 2011. Nel 2015 il nostro ente finanzia il Fondo di Solidarietà Comunale con l’IMU per quasi 1.900.000 euro, ma ci vengono restituiti soltanto 1.300.000 euro. È ora di dire basta, non è giusto che siano sempre i Comuni a pagare! Il Governo ha inoltre dichiarato che esiste un tesoretto di 1,6 miliardi, ma Renzi si è riservato di decidere dove destinarlo: visto che si avvicinano le elezioni regionali, abbiamo il sospetto che verrà destinato a fini propagandistici”.

Addizionale Irpef

L’addizionale comunale dell’Irpef aumenta dallo 0,7 allo 0,8%, allineandosi a quanto già applicato da tempo dalla maggior parte dei Comuni della Provincia di analoghe dimensioni.

“C’è però una sostanziale differenza – spiega l’assessore al bilancio Loris Crocco – perché innalziamo l’esenzione totale per i redditi fino a 10.000 euro (fino ad oggi erano esenti i redditi fino a 8.000 euro) per preservare le fasce più deboli della popolazione”.

In termini pratici significa che i contribuenti esenti ora sono 4.740 (pari al 28,61% del totale), mentre con il precedente regime fiscale erano 4.095 (24,71%)­: quasi 700 persone in più che non saranno chiamate a pagare l’Irpef. 

TASI e TARI

Per quanto riguarda i tributi locali, c’è la necessità di operare un leggero aumento dallo 0,15 allo 0,17% della TASI sull’abitazione principale, che però rimane esente dall’IMU. Sono previste detrazioni di 40 euro per ogni figlio convivente di età non superiore a 26 anni e viene introdotta una detrazione di 100 euro per le abitazioni principali occupate da un nucleo familiare con ISEE non superiore a 15.000 euro in cui convivono persone portatrici di handicap o anziani non autosufficienti o persone con invalidità superiore al 66%.

La Giunta intende poi operare una variazione delle componenti TASI e IMU con una sensibile rimodulazione, ad invarianza complessiva di gettito per il Comune rispetto al 2014, per le attività produttive. Per esse è prevista

una diminuzione dell’IMU e uno spostamento equivalente del gettito sulla TASI: questo per permettere un’ottimizzazione fiscale alle imprese/persone giuridiche, essendo la TASI deducibile al 100% dal reddito complessivo d’impresa o di lavoro autonomo a differenza dell’IMU, che è deducibile solo al 20%.

Il Comune, inoltre, applicherà una nuova ripartizione della TASI al 90% a carico del proprietario e al 10% a carico del locatario (contro l’80% e il 20% del precedente regime fiscale), per non far gravare sui locatari la rimodulazione dei tributi.

Da tutto questo consegue che complessivamente il Comune non aumenta i propri incassi, ma va incontro alle esigenze fiscali delle imprese per favorire la ripresa economica delle attività produttive di Montecchio Maggiore.

Per quanto riguarda la TARI, il piano finanziario complessivo del 2015 presenta una riduzione di circa 50.000 euro che permetterà una riduzione complessiva delle tariffe di circa il 2%.

Cala l’indebitamento

“Nonostante i continui e progressivi tagli statali – sottolinea l’assessore Crocco – il nostro Comune è altamente virtuoso e attua forti risparmi. Basta pensare che l’indebitamento è calato di 7 milioni di euro dal 2009 ad oggi”.

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