“L’elezion comunal in villa”: martedì 6 agosto a Villa Fin-Schiavo

Locandina Elezioni comun#94AA02

La fortunata rassegna “Yourban Events 2013 – Teatro in villa”, inserita nel cartellone della stagione culturale estiva 2013 di Montecchio Maggiore, si chiude martedì 6 agosto alle 21.15 in Villa Fin – Schiavo in via Matteotti.

L’appuntamento è con “L’elezion comunal in villa”, commedia di Domenico Pittarini nel libero adattamento di Roberto Giglio, messa in scena da Ensemble Vicenza Teatro.

L’ingresso è libero e in caso di maltempo lo spettacolo sarà proposto al Teatro Sant’Antonio in via Pieve.

Nei pressi della villa sono disponibili ampi parcheggi, in particolare nel piazzale della chiesa di San Pietro, nel piazzale del campo sportivo e in via Lovara (dietro a Villa Cordellina Lombardi).

Apparsa nel 1912, dieci anni dopo la morte di Pittarini, la commedia racconta una vicenda comica e amara allo stesso tempo. È giorno di votazioni, tre contadini sono chiamati a fungere da presidente e da scrutatori del seggio, gli altri compaiono via via al momento di infilare le schede nell’urna. Ma le carte sono truccate: la riconferma del sindaco è già assicurata con truffaldina strategia puntando sull’ignoranza, sul pressoché totale analfabetismo dei malcapitati elettori, segretario e cursore municipali hanno fatto comunella. Eccoli, allora, quei poveri testoni di Castraore, Lumega e Formiga alle prese, assieme ai compagni, con una burocrazia ostile e incomprensibile, con procedure misteriose dai nomi altisonanti quanto oscuri, con minacce assurde a carico dei trasgressori. Eccoli convocati e gabbati, lasciati soli a rimbeccarsi grottescamente fra loro, zittiti in nome della tronfia solennità dell’evento, sottratti a incombenze di casa e di stalla che cacciate dalla porta rientrano inevitabilmente dalla finestra aggiungendo confusione a confusione.

Ensemble Vicenza Teatro con Franco Zamberlan, Claudio Manuzzato, Roberto Giglio, Igi Meggiorin, Irma Sinico, Andrea Pilotto, Leris Zanon.

Regia di Roberto Giglio.

La Villa Fin Schiavo è documentata negli archivi e nelle mappe sin dalla fine del ‘400; apparteneva alla nobile famiglia Valmarana. Può essere considerato un esempio di edificio signorile idoneo ad ospitare l’attività produttiva di un cospicuo fondo rustico ed assume l’attuale aspetto con un intervento della prima metà del XVII secolo, quanto risulta essere proprietà della famiglia Sartori. Il suo attuale stato di conservazione è discreto per merito di una serie di interventi compiuti dal Comune al fine di tutelare il complesso e di mantenerlo nella sua integrità dopo l’acquisto avvenuto negli anni ’80. L’edificio si presenta con un corpo principale, vero palazzo, a cui è contigua la barchessa, mentre fa corpo a se una tettoia aperta su tre lati. La facciata del palazzo, con una intelligente spaziatura dei fori ora ravvicinati ora allentati, mostra al centro, sopra l’ingresso una elegante piccola balaustra in pietra ad ingentilire e nobilitare il complesso. L’interno presenta della caratteristiche di “palazzo minore” con la sala d’ingresso su cui aprono le altre stanze del piano terra. Nella stanza di sud-est sono ancora visibili i decori in stucco e il bel camino secenteschi. Di particolare fascino le cantine che risalgono al vecchio edificio quattrocentesco.

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