Il sindaco Milena Cecchetto firma la terza ordinanza antiprostituzione

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A Montecchio Maggiore scatta una nuova ordinanza antiprostituzione, che si inserisce sulla scia delle ordinanze firmate dal sindaco Milena Cecchetto il 20 luglio 2012 e il 28 dicembre 2012.

Il nuovo provvedimento, che conferma le direttive dei due precedenti, l’ultimo dei quali scaduto il 30 aprile 2013, sarà in vigore fino al 31 ottobre 2013.

L’ordinanza non trae spunto soltanto da questioni di carattere morale, comune senso del pudore, igiene, quiete pubblica e problemi di carattere viabilistico, ma anche dal fatto che le analoghe ordinanze adottate dai Comuni limitrofi e in molti casi prorogate fino al prossimo autunno avevano innescato una migrazione verso Montecchio delle persone dedite alla prostituzione.

“E’ un problema che si ripresenta in continuazione e che noi Comuni non possiamo che tentare di contrastare con queste ordinanze – sottolinea il sindaco Milena Cecchetto -. Non mi stancherò di ripetere che l’unica soluzione al fenomeno della prostituzione di strada, che crea degrado nelle nostre città, rimane la riapertura delle case chiuse, con attività controllate e tassate come qualsiasi altro lavoro”.

L’ordinanza vieta la pratica della prostituzione in luoghi pubblici o aperti al pubblico di tutto il territorio comunale.

Stabilisce inoltre che il nominativo della persona dedita alla prostituzione venga comunicato, attraverso la Polizia Locale, alla Guardia di Finanza, al fine di disporre il relativo accertamento della situazione reddituale.

Chi non rispetta l’ordinanza rischia una sanzione di 500 euro e, in caso non dovesse inoltre rispettare l’ordine degli agenti di cessare la propria attività e allontanarsi dalle vie in cui vige il provvedimento, la sanzione ai sensi dell’art. 650 del codice penale (arresto fino a tre mesi o ammenda fino a 206 euro).

L’ultima ordinanza del sindaco, rimasta in vigore dal 28 dicembre 2012 al 30 aprile 2013, ha prodotto 85 verbali, l’identificazione di 26 soggetti dediti alla prostituzione e 10 segnalazioni all’autorità giudiziaria a carico di soggetti recidivi che non avevano rispettato l’ordine di cessare la propria attività.

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